La pioggia di rane nel film Magnolia (1999) di Paul Thomas Anderson è la scena finale culminante, un evento surreale che rappresenta l’irruzione del caso e del divino nelle vite tormentate dei protagonisti. Simboleggia una sorta di purificazione biblica (Esodo 8:2) che chiude le complesse sotto trame relazionali. Che c’entra tutto questo questo con la cronaca di Napoli?
Era legato ad un drone diretto forse al carcere di Poggioreale
C’entra come paradosso, perchè a Napoli non piovono rane o rospi, bensì telefoni nel quartiere San Carlo Arena. E’ notte e al 112 arriva una chiamata: un telefono è piovuto dal cielo, su un’auto in via Traetta. Una pattuglia della PMZ Stella è in zona. C’è una Panda parcheggiata in strada, accanto ad essa il proprietario che cerca di capire cos’è successo guardandosi intorno. I militari alzano gli occhi poi li abbassano sul tettuccio dell’utilitaria: c’è uno smartphone legato con dei fili di nylon. Ai carabinieri la dinamica è subito chiara: il telefono si è sganciato da un drone probabilmente diretto a Poggioreale. Il telefono è stato sequestrato ma continuano le indagini per capire da dove sia “piovuto” l’apparecchio diretto probabilmente a qualche detenuto recluso nelle patrie galere.


























